Poesie

Silenzio lunare

Infinitesima bellezza muta
il mio cuore fantasma in cui si spezza
melodiosa decadente incompiuta
poesia, latitante fanciullezza
presso rami di sangue e di bianchezza
d’un tramonto stellato che mi scruta
nel basso d’una grave leggerezza
di versi come la frutta scaduta,
nel silenzio lunare su cui sputa
chi imbratta con una parola e mezza
la via pericolosa già battuta
dai più grandi la cui voce è la brezza
divenuta tempesta nella notte
e la fiamma che ogni tenebra inghiotte.

27 pensieri su “Silenzio lunare”

  1. LuxOr dice:

    Finalmente ho potuto leggere Silenzio lunare. Un sonetto che si beve in un sorso. Bellissimo. Mi sembra “veloce” eppure sono quasi tutti canonici. Complimenti cara Irene. Notevole.

    1. Irene Rapelli dice:

      Questo sonetto non è un vero e proprio elisabettiano, ma ricalca comunque uno schema “all’inglese”: non per caso c’è il tag “sonetto all’inglese”. Grazie, per tutte le tue osservazioni e letture.

      1. LuxOr dice:

        Be’, non è semplice rendere il pentametro giambico inglese. Confesso che ho valutato il sonetto “ragionando” sul sonetto italiano. Comunque sia, sei una forza. Complimenti.

      2. Irene Rapelli dice:

        Una volta ho scritto persino un sonetto in lingua inglese, usando il doppio pentametro giambico. A parte che non sono una cima in lingua straniera, ricordo che è stato un disastro. Quindi scrivo in italiano… e anche se “all’inglese”, uso l’endecasillabo: forse però sarebbero più adatti i versi doppi, come il martelliano.

      3. LuxOr dice:

        Caspita. Per scrivere un sonetto in inglese devi conoscere la lingua alla perfezione. Forse sì. Sinceramente anche un endecasillabo con sillaba atona più accentata? Me lo sto chiedendo, non sto affermando.

      4. Irene Rapelli dice:

        No, conosco ben poco l’inglese, infatti il sonetto in lingua straniera è un vero orrore che non intendo mostrare a nessuno. È stato comunque un utile esercizio. Cosa intendi con “un endecasillabo con sillaba atona più accentata”?

      5. LuxOr dice:

        Be’,un modo un po’ barbaro per emulare il pentametro giambico. Mi rendo conto che in italiano sarebbe un disastro. Meglio usare il nostro sonetto. Dopotutto è stato inventato in Italia.

      6. Irene Rapelli dice:

        Scrivo infatti sonetti “all’inglese” o con endecasillabi o con martelliani. Quando la mia conoscenza della lingua straniera sarà decollata, magari pubblicherò in articolo anche sonetti in inglese, per sfida… e per coraggio.

      7. LuxOr dice:

        Meraviglioso. Scrivere poesie in altre lingue è veramente complicato. Ti ammiro per questo.

      8. Irene Rapelli dice:

        Non lo farò più per qualche anno, credo. Devo studiare molto di più l’inglese, prima.

      9. LuxOr dice:

        Certo. Bisogna essere padroni della lingua.

  2. Matteo dice:

    Tutta d’un fiato!
    Parole rotolanti.
    Suona davvero perfetta*

    1. Irene Rapelli dice:

      Oh, finalmente m’è uscita una ciambella col buco.

      A parte lo scherzo, ho faticato su questa poesia, è nata senza ispirazione, in apparenza, e con notevole forzatura di penna, ma il risultato finale è valso la pena.

      1. Matteo dice:

        E’ da un bel pezzo che ti escono belle ciambelle*
        Non essere troppo dura con te e lasciati andare.
        Sei brava e hai talento.
        Non te lo dico tanto per dire.
        E non ringraziarmi senno’ non te li faccio piu’ i complimenti!
        :))
        Buona serata*

      2. Irene Rapelli dice:

        Va bene.
        :-*
        Ciao e buona serata!

  3. almerighi dice:

    non dirmi che sono di nuovo in spam

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