Silenzio lunare

Infinitesima bellezza muta
il mio cuore fantasma in cui si spezza
melodiosa decadente incompiuta
poesia, latitante fanciullezza

presso rami di sangue e di bianchezza
d’un tramonto stellato che mi scruta
nel basso d’una grave leggerezza
di versi come la frutta scaduta,

nel silenzio lunare su cui sputa
chi imbratta con una parola e mezza
la via pericolosa già battuta
dai più grandi la cui voce è la brezza

divenuta tempesta nella notte,
e la fiamma che ogni tenebra inghiotte.

Comments

    • Oh, finalmente m’è uscita una ciambella col buco.

      A parte lo scherzo, ho faticato su questa poesia, è nata senza ispirazione, in apparenza, e con notevole forzatura di penna, ma il risultato finale è valso la pena.

      • E’ da un bel pezzo che ti escono belle ciambelle*
        Non essere troppo dura con te e lasciati andare.
        Sei brava e hai talento.
        Non te lo dico tanto per dire.
        E non ringraziarmi senno’ non te li faccio piu’ i complimenti!
        :))
        Buona serata*

  1. Della poesia non si dimostra l’esistenza.
    E’ qualcosa che si vede e si conosce in poesie minori.
    E’ l’armonia alta, vasta, che risuona
    Appena, appena, improvvisa,
    Grazie a un senso differente. E’ e non è,
    E perciò è. Nell’istante della parola,
    L’ampiezza di un accelerando muove,
    Cattura l’essere, lo amplia – e non è più.

    (Wallace Stevens)

  2. inventiva e ispirazione non ti mancano, così come la tecnica del sonetto, il brano è eccellente, sei uno dei pochi autori che conosco cui potrei pensare di attribuire il titolo di poeta; piacevolissima la lettura di questa vaghezza di stampo autobiografico, del sentore fai poesia, grazie

    • Sono io a ringraziare te: mi fa piacere che ti esprima così, non tanto per l’enorme complimento che mi fai, ma perché mi dai l’impressione d’essere entusiasta. Questo sonetto è stato un parto difficile, sebbene non sia durato troppo a lungo: ci ho messo solo (!) tre ore, per la maggior parte delle quali ho riletto i versi già composti prima che in me una qualche immagine facesse scattare qualcosa in grado d’aggiungere il verso successivo al suo precedente (e così sino al distico finale). Ho penato un po’, in sintesi, ma il risultato mi soddisfa, questa volta.

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