Silenzio lunare

Infinitesima bellezza muta
il mio cuore fantasma in cui si spezza
melodiosa decadente incompiuta
poesia, latitante fanciullezza

presso rami di sangue e di bianchezza
d’un tramonto stellato che mi scruta
nel basso d’una grave leggerezza
di versi come la frutta scaduta,

nel silenzio lunare su cui sputa
chi imbratta con una parola e mezza
la via pericolosa già battuta
dai più grandi la cui voce è la brezza

divenuta tempesta nella notte
e la fiamma che ogni tenebra inghiotte.

16 Comments

  • Matteo

    29 Lug 2018 at 22:09 Rispondi

    Tutta d’un fiato!
    Parole rotolanti.
    Suona davvero perfetta*

    • Irene Rapelli

      29 Lug 2018 at 22:55 Rispondi

      Oh, finalmente m’è uscita una ciambella col buco.

      A parte lo scherzo, ho faticato su questa poesia, è nata senza ispirazione, in apparenza, e con notevole forzatura di penna, ma il risultato finale è valso la pena.

      • Matteo

        29 Lug 2018 at 23:01

        E’ da un bel pezzo che ti escono belle ciambelle*
        Non essere troppo dura con te e lasciati andare.
        Sei brava e hai talento.
        Non te lo dico tanto per dire.
        E non ringraziarmi senno’ non te li faccio piu’ i complimenti!
        :))
        Buona serata*

      • Irene Rapelli

        29 Lug 2018 at 23:02

        Va bene.
        :-*
        Ciao e buona serata!

  • almerighi

    25 Lug 2018 at 16:44 Rispondi

    non dirmi che sono di nuovo in spam

  • almerighi

    25 Lug 2018 at 10:15 Rispondi

    non è questione di entusiasmo, è un buon leggere buona poesia

    • Irene Rapelli

      25 Lug 2018 at 14:51 Rispondi

      Grazie, ora guardo e ascolto. Ah, sei finito di nuovo automaticamente in Spam, con te mi capita quasi sempre, ne ignoro la motivazione.

      • almerighi

        25 Lug 2018 at 14:52

        troppo entusiasmo? :-)

      • Irene Rapelli

        25 Lug 2018 at 14:56

        Ti riferisci al fatto di finire sempre in Spam? Non credo, dai…

        :-*

  • almerighi

    24 Lug 2018 at 15:11 Rispondi

    Della poesia non si dimostra l’esistenza.
    E’ qualcosa che si vede e si conosce in poesie minori.
    E’ l’armonia alta, vasta, che risuona
    Appena, appena, improvvisa,
    Grazie a un senso differente. E’ e non è,
    E perciò è. Nell’istante della parola,
    L’ampiezza di un accelerando muove,
    Cattura l’essere, lo amplia – e non è più.

    (Wallace Stevens)

  • almerighi

    24 Lug 2018 at 13:46 Rispondi

    inventiva e ispirazione non ti mancano, così come la tecnica del sonetto, il brano è eccellente, sei uno dei pochi autori che conosco cui potrei pensare di attribuire il titolo di poeta; piacevolissima la lettura di questa vaghezza di stampo autobiografico, del sentore fai poesia, grazie

    • Irene Rapelli

      24 Lug 2018 at 16:01 Rispondi

      Sono io a ringraziare te: mi fa piacere che ti esprima così, non tanto per l’enorme complimento che mi fai, ma perché mi dai l’impressione d’essere entusiasta. Questo sonetto è stato un parto difficile, sebbene non sia durato troppo a lungo: ci ho messo solo (!) tre ore, per la maggior parte delle quali ho riletto i versi già composti prima che in me una qualche immagine facesse scattare qualcosa in grado d’aggiungere il verso successivo al suo precedente (e così sino al distico finale). Ho penato un po’, in sintesi, ma il risultato mi soddisfa, questa volta.

      • almerighi

        24 Lug 2018 at 16:16

        “i poeti aprono sempre le loro finestre/ anche se sanno che è una finestra sbagliata” (Claudio Lolli)

      • Irene Rapelli

        24 Lug 2018 at 16:22

        Eccellente modo di descrivere il mio sforzo maieutico… questa citazione (che non conoscevo).

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