Tento di respirare, qua e là giace
l’ossigeno poetico tradito.
Nel vibrato costale del torace
il caos di stelle appena abortito

cessa di mormorarmi senza pace,
espiro senza temere l’attrito
scaricando l’aria lirica audace
e prima che sia tardi ho percepito

un canto alla vittoria, ora tace
con un ultimo postumo garrito
il cuore di sillabico rapace
in volo oltre il muro azzurro colpito

da proiettili senza maestà
nell’abisso di morte che verrà.