Sogno

È la notte, m’include
– sulla tela d’un ragno
la mosca presto assume
la sembianza del manto
in cui poi muore.

Sento le anime nude
– la nebbia in cui mi bagno
mi priva del mio lume,
il tacito mio pianto
colmo d’amore

guarda l’altra palude.

17 Comments

  • Crescenza Caradonna (Cresy)

    19 Lug 2018 at 20:08 Rispondi

    :) Bella!

  • almerighi

    17 Lug 2018 at 15:08 Rispondi

    mi limito alla soavità del testo

  • Carlo Molinari

    15 Lug 2018 at 8:42 Rispondi

    Veramente bella e profonda! Chapeau…

  • Matteo

    14 Lug 2018 at 10:50 Rispondi

    Poi “sento le anime nude” e’ bellissimo.

    • Irene Rapelli

      14 Lug 2018 at 11:21 Rispondi

      Sulla metrica e sulle rime in parte è un’opinione legittima, in parte invereconda, secondo me: le migliori opere dei poeti più grandi d’ogni tempo hanno metrica e rime e non sono ancora stati battuti da nessuno.

      Io cerco di capire i segreti della parte strutturale della poesia, esercitandomi al mio massimo, senza pretese di perfezione, ed è per questo che le mie poesie non sono in fondo granché: perché la metrica e la rima sono la cosa più difficile e nessuno ricorda più i segreti di tale arte, nessuno può insegnarmeli e i manuali non dicono molto.

      Voglio dire: se in rima una poesia sembra una filastrocca cantilenante, è colpa del pessimo autore che non è in grado d’usare la rima senza ottenere effetto scabroso. La musica nei versi, titolo d’un mio sonetto peraltro, non è solo bellezza aggiunta, secondo me: può creare dissonanze volute, arpeggi, armonie, ritornelli cantabili, cori a più voci, senso del sublime, eccetera, proprio come se il poeta fosse un direttore d’orchestra.

      In ultimo, credo sia una dolente questione italiana: da noi si sbeffeggia chi cerca di capire a fondo ciò che fece, per esempio, un Alighieri. Se, magari, proponessi di cestinare la metrica di Shakespeare ritenendola superata da roba migliore del nostro millennio, Elisabetta mi farebbe incarcerare, probabilmente: dalle sue parti, i poeti contemporanei ancora si tramandano l’arte e scrivono anche e soprattutto con metro e rima, con risultati sorprendenti.

      Ancora una cosa: tutto ‘sto mio papiro è perché tu scrivi bene, hai gusto e intelligenza, eh.


      “Sento le anime nude” è la parte più musicale della poesia, non solo per la forma, anche perché evoca la musica di cori e immagini soavi e ferocemente tristi allo stesso tempo. Tutta questa poesia m’è venuta in mente ascoltando un’aria dell’Orfeo di Monteverdi, il cui librettista, non ricordo chi, riprese l’opera di Poliziano. Inizia così: ‘Ecco l’altra palude, ecco il nocchiero | che trae gli spirti ignudi all’altra riva’.


      Mi scuso per la lunghezza. :-*

      • Matteo

        14 Lug 2018 at 13:29

        Ti ringrazio per avermi trovato una reputazione,
        cosa che io non ho mai avuto e se anche qualora la avessi non sarebbe affare mio.
        :))
        detto ciò, per me la poesia è tutt’altro che rime e metrica.
        Capisco il tuo discorso però, visto che tutto in questa vita è struttura e matematica.
        Sarà che ho scritto per anni in passato in rima e contando sillabe ecc che forse ora sono saturo*
        Come diceva Lorenzo Amabile nel suo libro “La poesia è sangue diventato fiore”.

        Di poeti molto bravi che non usano rime ce ne sono milioni.
        Guarda Ungaretti per esempio…
        Credo che ognuno sia libero di scrivere come meglio crede.
        A me piace lo stream of consciousness.
        Scrivere senza pensare.
        Affondare la mente in un mondo nuovo, mai visto prima, che però avevi dentro e come per incanto ti è apparso senza nemmeno cercarlo.
        La poesia per me è questo.
        Una sorpresa senza nome, inaspettata.
        Che dovrai capire con il tempo.
        Una cosa scritta senza pensare ma profonda, da averla sentita prima di averla buttata su un foglio, ma che ancora non l’hai dimenticata, e forse non la dimenticherai più.

        Kiss*

      • Irene Rapelli

        14 Lug 2018 at 13:52

        Spero non ti sia offeso, ho scritto che ti trovo intelligente (cosa che si desume da come scrivi, e molto bene) senza sarcasmo. E poi mi piace il tuo modo di far poesia, e mi piace anche Ungaretti assieme agli altri come lui, sai? Non amo solo la poesia in metrica, ma penso sia un bagaglio necessario. Penso che la struttura ci sia sempre, anche nel verso libero senza rima, solo che è più invisibile, per il dono innato dell’autore di pitturare con la parola senza calcolare: non si vede, non si sente, ma si respira musica sublime con l’anima intera, capisci? Sarò onesta: anch’io scrivo senza pensare, in versi liberi, ma per ora non pubblico quasi nulla, perché non sono soddisfatta dei miei risultati. Quindi, per ora, uso un metro rigido che incasella i suoni: ciò, in parte, è dovuto alla mia storia, infatti io ho iniziato col verso libero, anni fa, ma poi ho smesso e non ho ritrovato ancora la scintilla che lascia che la musica nei versi origini spontaneamente (è un mio limite che intendo superare).

        Kiss… e spero di non averti urtato, perché se l’ho fatto è stato in modo del tutto involontario. Mi fanno sempre piacere le tue osservazioni. A presto.

      • Matteo

        14 Lug 2018 at 14:05

        Non mi hai offeso, Irene.
        La mia era una battuta sarcastica verso di me.
        Spero che troverai la forza di buttarti a capofitto nelle cose che scrivi, ma non c’è fretta.
        Lo capirai tu quando sarà il momento.
        A presto*

      • Irene Rapelli

        14 Lug 2018 at 14:10

        Meno male, per quanto riguarda l’offesa.


        Sì, non ho fretta: i fiori diventano frutti quando il tempo è maturo. A volte mi capita di recuperare la scintilla e di scrivere versi liberi decenti, ma poi il problema è che la scintilla fugge via non la riacchiappo con facilità: la metrica invece è la rete del pescatore che cattura la sirena, obbligandola a cantare per lui (qui ho appena detto che la metrica è un modo di violentare la poesia, ahahahaha).
        Quando sarà il momento, sarò una farfalla.


        Ciao! :-*

      • Matteo

        14 Lug 2018 at 14:12

        Ciao*

      • Irene Rapelli

        14 Lug 2018 at 14:13

        ;-*

  • Matteo

    14 Lug 2018 at 9:54 Rispondi

    Mi piace la poesia.
    Ma senza metrica e rima sono piu’ belle, secondo me.

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