Poesie

Stampella

So parlare ma senza far capire
l’anima arsa del mimo che odo sola.
Non vale neanche undici vecchie lire
l’inchiostro che per usura mi cola.
Non ho vissuto molto amore a scuola.
Già al tempo veleggiava all’imbrunire
la nave lenta del sogno: la suola
salpava dagli ormeggi, senza dire
nulla di nulla, se non per errore.
Ancora zoppico con le parole
se mi capita un senso abbiano queste.
M’inoltro pallida in giungle e foreste
dai termini abbaglianti più del sole
con le sillabe fredde nel mio cuore.

22 pensieri su “Stampella”

  1. LuxOr dice:

    Un sonetto encomiabile, che mi riporta indietro nel tempo, quando alle medie mi ero infatuato di una ragazzina e un giorno, davanti a lei, un ragazzo disse dileggiandomi che ero innamorato di lei, sì, lo disse davanti alla ragazzina. Ehm… scusami… mi lascio troppo prendere dalle emozioni. Storie vecchie ma dei tempi giovani e quei tempi ti rimangono conficcati nella mente per sempre. Le poesie profonde e armoniche fanno fluttuare il mio animo nel tempo e nello spazio. Pardon.

    1. Irene Rapelli dice:

      Io, da piccola, ero una ragazzina taciturna e molto schiva, ed ero invisibile per chiunque: non è quel tipo di amore ciò cui si riferisce la poesia primariamente, ma forse è anche un lapsus. È bello fluttuare nel tempo e nello spazio: spesso lascio andare la mente in questo modo, quando scrivo.

      1. LuxOr dice:

        Anch’io ero così. Molto timido e silenzioso e soggetto al dileggio dei miei compagni di classe. Questo finché non ho iniziato le scuole superiori. In quei giorni “tremendi” ho iniziato a scrivere poesie. Sì, molto bello fluttuare nello spazio-tempo, senza dubbio.

      2. Irene Rapelli dice:

        In quei giorni tremendi, alle superiori per me, invece ho smesso per qualche anno.

      3. LuxOr dice:

        Di scrivere poesie?

      4. LuxOr dice:

        Ti capitò esattamente il contrario di quello che capitò a me. L’isolamento e la vergogna mi isolarono in un mio mondo. Cominciai a leggere Montale e Ungaretti e sentii il bisogno di scrivere. Tu invece scrivevi già. Se non ricordo male hai iniziato da bambina (come mio nipote) e in quel periodo “terribile” smettesti di scrivere.

      5. Irene Rapelli dice:

        È così: fino ai 13 anni, per poi riprendere, non senza fatica, dopo i 20.

      6. LuxOr dice:

        Caspita, sette anni! Ma poi hai ripreso per fortuna!

      7. Irene Rapelli dice:

        Ho faticato moltissimo: avevo sigillato così bene l’amore per la poesia, in me, che non sapevo più dove l’avessi messo. Dopo un certo tempo, dopo i 20, mi sono sbloccata in parte, e ancora adesso sono sul cammino della ripresa e dello “sbloccaggio”. Il mio modo di scrivere non è ancora completamente libero: non intendo con ciò né la metrica né il verso libero; intendo il fatto d’essere ingessata dentro e di dovere faticare ancora.

      8. LuxOr dice:

        Scusa i ritardo della risposta. Non sto ancora bene e sono dovuto andare in bagno. Non ti sei ancora sbloccata? Allora quando volerai in alto scriverai poesie stupefacenti. Sono già meravigliose quelle che stai scrivendo adesso.

      9. Irene Rapelli dice:

        Mi spiace molto tu non stia bene. Mi sto sbloccando, poco per volta. Ho preso la decisione di passare a settembre a Lettere, per esempio: Giurisprudenza non mi soddisfa.

      10. LuxOr dice:

        Capisco Devi sentirti libera. Questo conta, Giurisprudenza o Lettere non import. Devi fare quello che ti senti di fare.

      11. LuxOr dice:

        Intendevo questo. Certamente.

      12. Irene Rapelli dice:

        Ciao, ti chiedo scusa, per ieri sera… mi sono addormentata sul letto involontariamente.

      13. LuxOr dice:

        Ci mancherebbe. Ognuno di noi h i suoi momenti in cui può scrivere e altri in cui non è proprio possibile. Ti sarai accorta che capita anche a me. Paradossalmente seguo più i blog adesso che non sto bene e sono in convalescenza di quando sono in ufficio. Presto tornerò a lavorare e avrò meno tempo. Io ad esempio a volte devo mollare improvvisamente “dialoghi” interessanti perché non resisto al dolore e corro a sdraiarmi sul letto. Un caro saluto.

      14. Irene Rapelli dice:

        M’è capitato d’addormentarmi di colpo. Spero il dolore che avverti non duri troppo a lungo, che passi nelle prossime settimane al più tardi. Ricambio il caro saluto! Irene

      15. LuxOr dice:

        Grazie Irene, sei molto cara.

  2. lilasmile dice:

    Molto intimistica questa tua, difficile da commentare per quanto con tatto racconta di te e di quel che sei come emozioni vissute. Ci saranno sillabe nuove…ne sono certa.

    1. Irene Rapelli dice:

      Sillabe nuove ci saranno di sicuro perché io non mollo, mai. Sono vulcano di cocciutaggine e sbatto volentieri la testa contro i muri, se devo raggiungere obiettivi cruciali. È intimistica… ma anche autoironica nella mia intenzione scrivente. Grazie, Lila.

      1. lilasmile dice:

        Grazie a te.

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