Stella contraria

Manca l’autunno che torni a sbiancare
lacrime ardenti di foglie ingiallite.
L’inno assolato mi fa soffocare
canti storpi per le valli gremite,
gremite di pioppi, becchi e zanzare
nel far l’amore di coppie invaghite.
Questa stagione non posso argentare
baci ritmati di piane fiorite.
Invece permango in un clima ostile
sotto la luna, il naso sul vetro,
la malattia che riposa nell’aria,
l’aria turchina d’essenza maschile
che poi galleggia spaziando d’un metro
su un orologio di stella contraria.

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