Storia dell’orrore

Odi tuffi al cuore, brividi e tuoni?
Croci arse di sudore e lo stendardo
ch’esige sangue e fiamme nello sguardo,
senza usare perdoni né condoni?
I reietti impiccati, sotto i troni,
e gli altri alla mercé di un re bastardo?
Implorare la pietà del codardo
santi e degeneri, malvagi e buoni?
Sopra la terra, la voce rimasta
non è che il folle latrato di un cane.
L’assurdo vortica nelle sue stelle
senza ricordo di fiori. Non bastano
versi timidi di grasse rane,
nel lusso in mezzo a cortigiani e ancelle.
Nell’alcova, tra belle
parole in fin di vita, giace immobile
l’ugola ridotta a soprammobile.

28 pensieri su “Storia dell’orrore

    • Ottima osservazione. Gli ultimi tre versi, così com’è la poesia per adesso, mi sembrano troppo netti, troppo secchi. Sto pensando di aggiungere, per ovviare, un’altra terzina; così facendo, la poesia risulterebbe la seguente, con la parte nuova al fondo:

      Odi tuffi al cuore, brividi e tuoni?
      Croci arse di sudore e lo stendardo
      ch’esige sangue e fiamme nello sguardo,
      senza usare perdoni né condoni?
      I reietti impiccati, sotto i troni,
      e gli altri alla mercé di un re bastardo?
      Implorare la pietà del codardo
      santi e degeneri, malvagi e buoni?
      Sopra la terra, la voce rimasta
      non è che il folle latrato di un cane.
      L’assurdo vortica nelle sue stelle
      senza ricordo di fiori. Non bastano
      versi timidi di grasse rane,
      nel lusso in mezzo a cortigiani e ancelle.
      Nell’alcova, tra belle
      parole in fin di vita, giace immobile
      l’ugola ridotta a soprammobile.

      Ho evidenziato, temporaneamente in corsivo, la parte finale, per sottolineare i tre versi aggiunti, che dovrebbero rimarcare meglio il secondo blocco della poesia, dalla prima terzina del sonetto in avanti, dispiegandone l’intenzione. Dovrebbero chiudere meno drasticamente, senza essere una ghigliottina, rendendo più morbida e conclusiva la fine del senso globale.

      Grazie: ci stavo pensando, ma il tuo commento è servito a farmi rimettere all’opera.

      Che ne pensi?

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