Sulla poesia

Trema con la moneta che rigiro
fra i pollici l’idea
lucente ed abissale d’un sospiro
rubato al divino. Sepolta
nell’inconscio
senza contraddizioni vaga l’ombra
dentro l’abito mentale – un cappotto bianco
metafisico che accerchiando
l’infinitesimale
dà senso al movimento
universale.

Rompo la stoffa, m’assale il barbaro
onirico sciabordare
senza legge – nel cielo reale
che illumina l’ombra lo spaziotempo
s’incastra nella rete
binaria dell’uno inchiodato alla tesi
e nello zero il sogno
che rimane.

E poi
lanciando la moneta, delirando
e sparando al disco centro
l’una e l’altra probabilità – immanente
e trascendente, divino e mortale, adulto
e bambino, l’essere duale
di natura
virginale e sensuale.

36 pensieri su “Sulla poesia

  1. Quando i versetti sono in grado di sublimare la rappresentazione delle cose ovvie, la tua poesia diventa un pensiero per esistere. Una riflessione che occupa una doppia esistenza: il tuo essere che scrive e l’essere delle parole. È come se l’universo stesse aspettando chi ti scrive e la tua ispirazione sembra sentire il cortocircuito della musica dal vivo e uno non vuoi muoverti per goderti appieno lettura del tuo atto poetico.
    Un grande abbraccio
    Manuel

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