Indovina e vinci

Édith Piaf, voce storica del pezzo.

Se riesci a dirmi il nome della cantante ch’esegue la cover del brano La vie en rose, vinci un premio: una poesia, che scriverò per te entro un anno. Se trovi anche il tipo di relazione fra il soprano e il tenore ch’esegue la parte centrale, puoi scegliere l’argomento della poesia. Se, dopo aver azzeccato il nome e la relazione, scrivi un commento sull’esecuzione che ti propongo, il tempo per ricevere il tuo premio si riduce da un anno a soli tre mesi. Non tutti devono giocare: chi sa già le risposte, perché gliele ho dette io, è esonerato.


La vie en rose

Puoi scaricare, ma non condividere:
solo per uso personale.

«La vita è potare le rose, o un terribile romanzo rosa.»

IRENE RAPELLI

— 22 | 09 | 2020 —

C’est moi.

Convertire un ateo

ATTENZIONE

L’articolo è nella sezione denominata
Goliardia.

Dettaglio di un’opera di Raffaello.

Se non hai mai e poi mai udito dal cuore la fede (non quella nuziale) martellare a suon di pompe miocardiche nelle circonvoluzioni cerebrali, impara ch’è una questione cerebellare. Bando alle ciance, con un brano a due voci, tratto da: Stabat Mater, Giovanni Battista Pergolesi il compositore, Claudio Abbado il direttore, Margareth Marshall (non c’entra il piano) il soprano, Lucia Valentini Terrani il contralto.

Stabat Mater

Presunto ritratto di Vivaldi.

Come un viaggio a ritroso nel tempo, a seguire la superba voce del contralto Sara Mingardo, in un salmo tratto da: Vespri per l’Assunzione di Maria Vergine, direttore Rinaldo Alessandrini, musica di Antonio Vivaldi. Quest’ultimo fu uno dei massimi compositori del suo tempo, un violinista sublime ed è considerato tra i grandi della musica barocca. Al “prete rosso” forse è rimasta la reputazione di libertino, ma non ne so nulla.

Nisi Dominus

Benché giovane, la sua fama iniziò presto a diffondersi e, dal 1º settembre 1703, con uno stipendio di 60 ducati annui, fu ingaggiato come maestro di violino dalle autorità del Pio Ospedale della Pietà, dove rimase sino al 1720.

Fondato nel 1346, il Pio Ospedale della Pietà era il più prestigioso dei quattro ospedali femminili di Venezia (gli altri tre erano l’Ospedale degli Incurabili, l’Ospedale dei Mendicanti e l’Ospedale dei Derelitti ai SS. Giovanni e Paolo), in cui trovavano assistenza bambini orfani, o provenienti da famiglie molto povere, che imparavano un mestiere e lasciavano l’istituto all’età di 15 anni; le ragazze invece ricevevano un’educazione musicale e quelle di maggior talento diventavano membri dell’ospedale. In funzione delle differenti capacità dimostrate, esisteva tra queste una suddivisione gerarchica dalle figlie di coro, alle più esperte dette privilegiate di coro, fino alle maestre di coro che insegnavano.

Il cronista e musicofilo Charles de Brosses certificherà ammirato: «La musica eccezionale è quella degli Ospedali dove le “putte” cantano come gli angeli e suonano il violino, l’organo, l’oboe, il violoncello, il fagotto; insomma non c’è strumento che le spaventi.»

— L’ENCICLOPEDIA AMICA

Largo alle ciance. Allegria e muoversi a ritmo di paraponziponzipò: sempre il Vivaldi, il direttore di prima, nel pezzo strumentale che apre il Concerto per la Solennità di S. Lorenzo. Ballerai come un topolino scatenato in gabbia prima della puntura lombare che tuo cugino psichiatra ti obbligherà a fare. Capirai dove sia la bellezza, ma non lo dirai.

Concerto per la Solennità di S. Lorenzo

— PRESTO DISPONIBILE —

Li ho convertiti tutti

in formato mp3.

«Oddio!»

Il sorriso

ATTENZIONE

L’articolo si trova nella sezione Goliardia. Da leggere con cautela, è liquido e infiammabile.

Lo schiaffo in viso, non un regalo: Smile. Se non credi nell’amore, ci pensi almeno un secondo ascoltando: When I fall in love. Ti sconvolge, ti porta a sognare: Fly me to the moon. Nat King Cole era un fumatore accanito, moriva per cancro ai polmoni prima di compiere quarantasei anni. Per dettagli sulla vita e straordinaria carriera, chiedere all’enciclopedia più famosa, senza timidezza infantile, anche per la foto di polmoni più neri del riquadro che sto impostando: non inserisco nessuna immagine, ma invito a cercare, non è così tremenda.


Nat King Cole

Smile

When I fall in love

Fly me to the moon

Hai idea di quanti arcobaleni sarebbero apparsi nel mondo, se avesse cantato per altri trent’anni? E delle meraviglie che potrebbero nascere da te?

Il fumo uccide, oppure uccido io, pungolando.

«When there are clouds, in the sky, you’ll get by.»

—You’ll find that life is still worthwhile if you just smile.—

«Il paradiso è un bel posto in cui stare.»

Il paradiso secondo Irene.

VANGELO APOCRIFO

«Potrebbe diventare un ebook

Fare l’amore

Dopo aver levato le tende.

È una legatura musicale che lascia in bocca gusto retrò. S’aprano danze, in ordine di tempo lunatico, centrifugato con la mutanda del verbo. Per iniziare, l’antipasto: Etta James, At last. Il primo piatto è un assaggio veloce di Strangers in the night, Frank Sinatra. Secondo e contorno a scelta. Dolce, la voce che fa scintillare I put a spell on you, Nina Simone. Non trangugiare alcolici, solo il caffè. Diamoci alla pazzia, in ciò che c’entra e non c’entra allo stesso tempo: Think, Aretha Franklin — per concludere, bisogna pensare. Quando divorzieremo, saranno cavoli a merenda che non centreranno molto il punto: You can’t rule me, Lucinda Williams. A sogno finito, ti cade in testa a martello la mela di Isaac Newton: L’ora del blues e Clarinetto jazz. L’incubo inizia ora.


L’incubo prima di svegliarsi

At last, Etta James

Strangers in the night, Frank Sinatra

I put a spell on you, Nina Simone

Think, Aretha Franklin

You can’t rule me, Lucinda Williams

« Levo le tende, così torna il sole. »

IRENE RAPELLI

Chi vuole un regalo?

Dettaglio di ritratto postumo di Mozart.

No, non parlo di uno dei terrificanti ebook gratuiti. Parlo dell’ultima ossessione della mia fragile grezza mente. Mozart e il suo Don Giovanni: l’Ouverture, precisamente, una esecuzione mirabile diretta a suo tempo dal mitico Carlo Maria Giulini. Non mi ripeto sul magnifico Lorenzo da Ponte solo perché nel pezzo d’apertura della mia opera prediletta non c’è voce e perché l’ho già sfruttato sottopagato in una poesia. Apri il tuo regalo: dura fino a mezzanotte, perde i tacchi a spillo di cristallo, forse. Fa’ l’amore con la pazzia e ti amerò per sempre, come un fantasma tremebondo.

Il regalo

Mozart, Don Giovanni, Ouverture

« It’s not a happy ending. It’s a happy beginning. »

SOMEONE