Poesie

Espiazione

E sempre luccicavi cuore | murato fra le spine tacite | d’alte recinzioni di ferro | quasi di un’elettrica febbre | nella siepe atonale retta | sulla croce dal nudo martire | e mani storpie perforavano | gli spazi all’ombra di grottesco | obliato forse dalla psiche | perché il sangue fatto di luna | nuotasse nel morbo di pioggia | la notte dei capri sgozzati | i cui resti mortali urlavano | trascinati in sabbie e falliti | nell’intento di scrivere ebbri | sulle scale celesti asperse | le lacrime e i fruscii secchi | dal sordido finale estinto.

Poesie

(A)simmetria

La poesia che introduco è ispirata, in fase d’inizio, a Dolcezze di Sergio Corazzini, ma il suo contenuto, svoltosi man mano che i versi venivano impilati in successione, è radicalmente diverso, mentre appena somigliante è la struttura metrica. In comune hanno il triste giglio del cielo, dai versi del poeta. Ringrazio Isabella Scotti per avermi involontariamente suggerito questo particolare “esperimento sillabico”.

*

O donna, volevi la croce
con l’asfodelo tra le mani
e in sangue esiliato a lontani
crinali d’oro, senza voce
partorivi le grida mute
d’orbite senza più una stella
ed eri la serva e l’ancella
d’eternità misconosciute,
duchessa povera del dio
che posò l’arbitrio qual dono
ai casi umani, in condono
alla gente che del brusio
d’occhi che serravi mai fece
nulla, ma fece d’altri lumi
motivo di gara coi numi
scordandosi di te – invece.

Poesie

Idillio

L’irto profumo tra gli agrumi
russa coi primi sonnolenti
ventosi ruscelli di luna
calati alle brune colline
dentro case dai tetti rossi
quando le arpe di foglie nude
corde di bosco melodioso
vanno suonando quasi in coro
un inno all’estate scrosciante
in ansiti muti di fuoco
e si dice l’amore sia
la natura selvaggia d’uomo
arsa da sospiri di un’ombra
rude celata negli sguardi
accesi reclusi d’un sogno
cui l’aria fremendo sussurra
distanziando le membra colme
ma non anime spose eterne.

Poesie

Un magro pasto

Il disegno non è lampante
quindi succhio brodo di stelle
incatenando la parola

al senso che la mia pistola
attraversa sotto la pelle
perforando l’anima andante

in fondo al piatto, rimasugli
d’una minestra riscaldata
finché Omero s’addormenta.

Poesie

Atto primo

Difendo paradisi neri:
verdi sussurranti distese
di punti e virgola stranieri,
incendi rotti a più riprese
dentro viali alberati e mari
nel passaggio aereo di stelle,
le mie vaste aperture alari
tramite i fori della pelle,
l’armonia di notti serene
in cui ulula a lune rosse
la canzone delle mie vene
colate a picco nelle fosse,
il grido alto nella tempesta
di navi cargo d’esiliati,
la pulsazione che s’arresta
nello sfondo d’occhi umiliati.

Poesie

A zero

L’urlo del monte, i raggi del sole
nascosti dietro creste verdi
e sagome nere, denso chiarore
il calmo abbraccio della luna
e dormi felice, fra i sogni perdi
amare rughe nel pallore
e una sorte strana a me t’accomuna
nel vespro che fredda le gole:
di non aver speranza, né amore,
di non trovar scintilla alcuna
fra gli uccelli che la natura vuole
nomadi in cieli sempreverdi
e come usignolo senza tribuna
canti le grida terraiole,
i miseri atti, l’aria che disperdi
alla morte, a quell’amore.