rime

Arcobaleno

La mia luce vincerà sulla notte
guidando i seni nelle tue mani,
i respiri di sillabe interrotte
sott’acqua, sotto terra, ed emani

l’odore di fuoco il silenzio inghiotte
e latrati striduli non più umani
e profumi verdi d’albe sedotte
senza l’oscurità mai s’allontani

e porterò con me i versi di molti,
i canti tremuli nei sordi azzurri,
i trapianti di fiori d’altri mondi,

e prima che tutto il pianeta affondi
nell’eterno senza l’arpa sussurri
avrò annaffiati gli orti, li avrò colti.

Ironia

La smetto con le stelle. Canterò
le cicale e la polvere nelle ossa
e il sangue virulento di poesia.

È tempo di compiere la magia
di spegnere le luci nella fossa
ed allora canterò, canterò

i lampadari al neon per il mondo
con i fanali d’auto nella lista.
Se da lontano s’aguzza la vista
non è forse il nostro pianeta biondo

a truccarsi di lucciole più a fondo
d’ogni sfera celeste sulla pista?
L’astronauta è quindi l’artista
a scorgere più d’altri nel profondo.