rime

Silenzio

Il canto della civetta di notte
m’illumina mentre lottano i versi:
le grida soavi sono ridotte
a echi lascivi su campi dispersi.
Agre pause – poi gli inni urlano a frotte,
tamburellano in corpo gli altri versi,
nati inumani, da labbra sedotte,
da arterie mortali fra gli universi
e quando mi volgo in cerca di stelle
una torma di speranze m’assale,
però non trovo né un dio, né quelle
mani tese alla terra d’ogni male.
Un brivido s’infuoca nella pelle:
mi svegliano fremiti di cicale.