Poesie

Noia di passaggio

Taciti crepitii nell’autunno
musicati, quasi sempre gridati
in poesie essemmesse di laureati
in mezzo ai quali mi sembro l’alunno
di tamburi e cardiopatiche foglie
con fraudolenza staccate dal ramo,
più che noi soldati quando cadiamo
sono baci perugina, chi coglie
mai l’entrata a occhi bassi dentro il tempio
di nomi volgari divine stelle
connessisi dai pori della pelle
ad eterni indifferenti allo scempio?
Va meglio zuccherare l’emozione
con l’aria polverosa di stagione.

Poesie

Es_tesi

Semino nell’orto frutti rubati
a scrittori di grandi querce d’oro,
domino istinti non incanalati
in cestini di rametti d’alloro,
isolo ombre, punti e nembi dal cielo
raccogliendone l’armonia, li sfioro
quasi quasi, imprimendo sul telo
echi informi in macchie e il fiume sonoro
va nel rumore dell’inconsistenza
ai piedi di qualche capolavoro,
e sebbene innaffi con insistenza
sono pomodori e non pomi d’oro
gli applausi alla mediocre insalata
che prude al bordo d’una statua beata.

Poesie

Adagio

L’anima dei mondi, un crepitio
interno alla roccia: dopo ogni canto
di vento, siepi e mare, il brillio
tra le ciglia, la mia notte e il suo pianto
di stelle, l’infinito moribondo
nello sguardo perso oltre l’orizzonte
e il vecchissimo giro giro tondo
di pianeti attorno al sole oltre il monte
bisbigliano cose sull’altra riva,
su quella ch’è specchio d’eterno nulla
in cui mi lascio andare alla deriva,
la dolce, chiara, sempreverde culla
il cui grembo partorì questa terra
che al cielo in seguito dichiarò guerra.

Poesie

Il re nudo

Sboccia sotto inghirlandati sudari
ricoprenti abitudini noiose
a nutrimento d’umani calvari
un’illuminata grazia di rose,
la levità di periodi bianchi
in apparenza a portata di mano,
ed è l’ennesima prova tra i banchi
dall’esito noto, un vecchio brano
di musica classica, sinfonia
di vellutata morbidezza all’arco
interrotta dalla cacofonia
schiamazzata dall’improvviso sbarco
su pagine chiare della vergogna
riducendomi alla segreta gogna.

Poesie

Segni in memoria

Giovane, bella tu eri, eri un gambo
di linee tese al cielo sfiorito,
un diamante nell’universo strambo
dal terreno più sterile attecchito.
Le variopinte nervature, frasi
che per la tua bocca avevi abortito,
erano rami inoltrati nei casi
di dei sparpagliati nell’infinito.
Ricordi il tempo in cui riempivi vasi
di semi, di gemme e foglie d’eterno,
e senza saperlo gettavi basi
di piante nuove su cui fare perno
per sollevare il mondo sopra il vuoto
rimandandolo al paese già noto?

Poesie

Soffocamento

Tento di respirare, qua e là giace
l’ossigeno poetico tradito.
Nel vibrato costale del torace
il caos di stelle appena abortito
cessa di mormorarmi senza pace,
espiro senza temere l’attrito
scaricando l’aria lirica audace
e prima che sia tardi ho percepito
un canto alla vittoria, ora tace
con un ultimo postumo garrito
il cuore di sillabico rapace
in volo oltre il muro azzurro colpito
da proiettili senza maestà
nell’abisso di morte che verrà.

Poesie

Silenzio lunare

Infinitesima bellezza muta
il mio cuore fantasma in cui si spezza
melodiosa decadente incompiuta
poesia, latitante fanciullezza
presso rami di sangue e di bianchezza
d’un tramonto stellato che mi scruta
nel basso d’una grave leggerezza
di versi come la frutta scaduta,
nel silenzio lunare su cui sputa
chi imbratta con una parola e mezza
la via pericolosa già battuta
dai più grandi la cui voce è la brezza
divenuta tempesta nella notte
e la fiamma che ogni tenebra inghiotte.