Poesie

Notte dei tempi

Ricrescono fra le rose
erbacce molto più dure.
Su pietra calda le rose
non siedono in quanto pure

e sono sempre le cose
più brutte a scalare alture
e valli non per le rose
che necessitano cure

per gemmare nella selva
in cui le amanti un po’ grezze
si danno da fare al suolo

per conquistare la belva
e si dice le carezze
rendano dolci nel ruolo

le colpe e il dolo
d’amare le erbe mortali
e le sterpi abituali.

Poesie

Sonetti in settenari

Avevo scritto, nello stile delle poesie da me pubblicate nel mese d’aprile e con lo stesso sentimento, un sonetto, il seguente, che pubblico ora, a motivo di quello a seguire.  Non ho scritto poesie, difatti, in maggio, salvo una, fresca fresca, che circoscrive, in un certo senso, l’assenza.


Pesce

Fattosi or ora il danno,
scariche le mie pile,
in requie senz’affanno
smarritosi lo stile,
or ora se ne andranno
queste rime d’aprile
e quando lo faranno
vomiterò la bile,
ma per ora io canto
in settenari smorti
un sonetto accidioso
e il vento grida afoso
nei righi troppo corti
d’un solitario vanto.


Ora di maggio

Negli occhi degli illusi
s’agitano universi
d’ombre e moti profusi
e va nei vuoti aspersi
la nave dei confusi
guitti d’esilio immersi
nel sogno degli intrusi
della vita, nei versi
discesi sulla quiete
dentro ai corpi interrotti,
dentro alle loro tane,
ed è come aver sete
sott’acqua, nei condotti,
nel latrato d’un cane.