Poesie

Notte dei tempi

Ricrescono fra le rose
erbacce molto più dure.
Su pietra calda le rose
non siedono in quanto pure

e sono sempre le cose
più brutte a scalare alture
e valli non per le rose
che necessitano cure

per gemmare nella selva
in cui le amanti un po’ grezze
si danno da fare al suolo

per conquistare la belva
e si dice le carezze
rendano dolci nel ruolo

le colpe e il dolo
d’amare le erbe mortali
e le sterpi abituali.

Poesie

Cervello fulminato

L’orologio a spasso, l’emmecì quadro
pare una lumaca, la luna va
molto più lenta del cavallo ladro
nella vita, ignoro quanto fa
l’equazione che mette a soqquadro
il cicalino sbilenco del fa
alzando la nota con tutto il quadro
nel trillo d’oca che fa qua qua
farfugliando mentre canta la zeta,
pigolando quando muore una stella,
eccitando la crescenza nel frigo
se mangio elettroni in fase beta
nell’orbitale a forma di ciambella
cui il nucleo va se poi non dirigo
deviando sopra il rigo
con l’energia di più calorie nuove
che m’aumentano gli zeri del nove.

Poesie

Coccodè

Il trapano: mi penetra le orecchie | il suo martello cupo. Nella psiche | si fa presto martirio, le formiche | rosicchiano meningi, catapecchie | dove ha spazio il pensiero. Poi le vecchie | sulla panca d’una chiesa pudiche | additano il piccione, le molliche | gettate da qualcuno, e parecchie | mi si fanno vicine in quanto giovane | senza rispetto. Latrano: che rime, | ci sembrano patate nella cesta. | Poi sembra che una mi stacchi la testa | ed io corro veloce, poi m’opprime | il bercio torbido verso la giovane | presa per tale: Gio-va-ne! | Un nembo canta pioggia che m’è affine | ma rischio la sorte delle galline.

Poesie

La montagna

Le fragranze dei pini martellano la casa
portandovi clangore d’inerte solitudine
esistente e l’ebbrezza d’ogni morte e travasa
dall’alta recinzione l’inconscia moltitudine
ed è quasi picchiare con un’aguzza incudine
sulla testa di cielo la prigioniera evasa
oscillando pian piano nella similitudine
di labirinti al freddo di luna che si sfasa
nell’argento fremente sciolto in cima all’abisso
degli aghi conficcati dentro un sangue rovente
di vette abbandonate nel buio ove l’amore
dello sguardo ghiacciato come la neve e fisso
al centro del nonsenso profumava di niente
ogni luna ubriaca di quel suo alieno cuore.

Poesie

A dicembre

Non rimpiango le foglie non più verdi
da che la vita mi nega nel fango
coi buchi nelle scarpe, né gli eterni
dell’aborto che alle stelle rimando
con il medio in fallo — queste non sanno
ma deodorano di rose gli interni
nel mio vibrato d’ossa, non mi danno
l’ossigeno pulito, ma gli inferni
tra le cellule superflue a più strati
ben m’intimano ehi, vattene via
perché lassù c’è lo spazio maggiore
e in solitudine brillano i dadi,
nei rami leggeri della magia
tradottasi da ciò che lento muore.

Poesie

Quasi quasi

Senza respiro canto silenziosa
sopra una nuvola rosa, lì tace
la pressione e l’atmosfera affannosa
di formicaio saltellante e giace
il brio musicale d’incerta cosa
ed è come le farfalle la pace
posata sulle labbra della rosa
spalancata nella stellante brace
rinata dalla gola in vibrazione
e da una persiana intravedo azzurri
d’urticati scorci della mia vita
dirigersi verso pausa infinita
nel basso in cui si trovano sussurri
replicare la solita canzone
con la verve di barbone
arraffando briciole d’emozione.

Poesie

Giro di boa

Tu sei felice e bruna, o mia notte
d’usignoli volanti ebbri di canto.
Sotto la tua coperta s’ode il pianto
degli amanti le cui membra sedotte
con alito di stelle e disincanto
tu dirigi al piacere verso rotte
che il momentaneo oblio subito inghiotte
nel battito smorzo di cuore affranto,
quando il silenzio bisbiglia a gran voce
di mendicanti la cerca di pace,
quando l’universo stesso traduce
l’eterna armonia nell’attimo atroce
d’oceanica morte, quando tace
la bellezza che fuggendo seduce,
quando il tempo ricuce
il senso profondo della mia luce.