sonetto variato

Sonetto lunatico

Non va l’ispirazione / ed è meglio
lasciare bianco il foglio / la fucina
dove l’autore raffina l’acciaio

la cantina / del vino a stagionare
e non siano di fette di salame
le frasi con cui bacio l’occhio destro

siano anzi / di due lune di formaggio
i suoni tolti dall’anonimia
con il sinistro / e mai più di stelle
le tre rime noiose / sempre quelle

e non di vermi guasti salterini
i profumi di bistecche alla poesia
o d’intrecci vegetali gli accenti
insalate all’aceto di parole

né macedonie marce
cioccolati zuccherini / né sfarzi
le sillabe cocciute programmate.

Notte dei tempi

Ricrescono fra le rose
erbacce molto più dure.
Su pietra calda le rose
non siedono in quanto pure

e sono sempre le cose
più brutte a scalare alture
e valli non per le rose
che necessitano cure

per gemmare nella selva
in cui le amanti un po’ grezze
si danno da fare al suolo

per conquistare la belva
e si dice le carezze
rendano dolci nel ruolo

le colpe e il dolo
d’amare le erbe mortali
e le sterpi abituali.