versi liberi

Intorno al sole

Alle porte d’autunni
la tentazione di foglie dirige il peccato
ingravidando canti piovani
con zollette per ogni soldato
morto dalle risate.
Arduo non infettare di rosso e giallo
il verso nato molle
per scarsità di clorofilla sillabica.
Gli accenti latitano, le rime sono
la moglie con le voglie alle soglie dell’uscio
di bosco scheletrito.
L’inverno sta per farsi vivo
con le intemperie e i mezzi spazzaneve.
Si parlerà invece del fallo
di luna riflessa nel lago ghiacciato
su pattini d’argento.
Tornerà di moda l’eterno
e che dire del vento?
La primavera fiore/cuore/amore
non avrà facilmente poesie in suo nome.
Andrà peggio all’estate mare/gabbiani.
In tutte le stagioni pascolano
cerve turchine in praterie di luce
tabù da nominare.

Papà

Ti sfoglio le radici
dalle grate oculari nelle fronde.
In feritoie e rami brizzolati
sbircio il fanciullo giocare a pallone.
Centri la porta
calciando per le vallate la luna
come l’arancia in bocca, e mordendola
nell’assaggio del succo
nel sangue t’entra
l’infinito, quasi per fantasia
clorofilla di betulle lucenti
e il nucleo verdognolo s’infila
cuore bitorzoluto
nella corteccia da porosità
per sempre d’oro, albero gentile.