versi sciolti

Stasi

Ricordo i fuochi accesi in ciglia bionde
nel cielo naturale dell’infanzia,
l’azzurro mare calmo di bonaccia
in cui mi dondolavo,
le fronde, le pinete, le montagne
e il sole scomparire dietro gli orli,
le falangi ghiacciate tra le foglie
in cui m’abbandonavo.

Le stelle mi parlavano dell’alba
svanendo lente lente alla mia vista,
guarendo piano piano ogni dolore
ed io mi dondolavo
leggendo ad alta voce le poesie
all’amico scomparso nella bruma
e separavo il futuro da soglie
al tempo non bramavo.

Tornando nello stesso luogo asperso
vedo il sole fugace distanziarsi
incapace di narrarmi le fiabe
in cui mi dondolavo
e mangiando lo stesso pane dolce
nulla mi sovviene poi, non la vita
o l’amore per essa, non la morte
come l’immaginavo.

Cercando i grembi lunari, le tombe
e i nomi vecchi, scintillano quasi
le lacrime, le giade del mattino
ed io mi dondolavo
ai tempi ignari delle trecce d’oro.
Adesso nulla canta il mio dolore
se non ripetizioni sonnacchiose
d’un imperfetto -avo.

Le palle girano

Riaprono le gabbie / e tigri ed elefanti
improvvisano balzi nel fuoco, inchini surreali
e poi altri animali
nel più terrifico dei carnevali.

Ecco giullari cozze
e si guardano lo smalto
le rozze signore / ingioiellate
e si mangiano lacrime tenute / da ciglia verniciate.

Ecco funamboli / scherzare con l’altezza
e nella brezza scalzi gattonare
e al termine del numero la corda / si rompe per magia,
l’uno salvo, l’altro nessuno sa.

Dopo / si gioca a capire perché il leone morda,
trapezi si dondolano alla cieca
ed è poesia
il domatore calpestato da zampe in fuga.

La grande tenda verde lattuga
è alla frutta, la macedonia di persone è turbata,
qualcuno si butta / oltre linee rosse di cautela
per baciare serpenti nella cesta.

Se si riporta il tutto nella vita
non si trovano i versi
perché la poesia / è libera, è forza di zanna snudata
la reazione al padrone.

Il poco a non tacere
è il ritmo annichilito che scorre,
la musica del caos / nei gorghi dissociali, un capro
al banchetto servito.

La poesia non è connessa
perché rescinde il contratto che ci separa
dalla morte / acrobata truccata
per la festa.

L’anima rima decisa nel muscolo che batte
con il fiume di cielo
e l’eco pura d’ossa catafratte / sotto la pelle
mima le stelle

e solo clown protestano.