Tua

Scendi, crudele mia notte, al campo,
afferrami per le dita gelate
prima che siano venti senza scampo
a riportarti le ceneri alate.
Non ti freni l’ardente bacio, lampo
d’amore fra pupille dilatate,
l’accozzaglia di vita – in cui inciampo
oltrepassando città desolate.
Rapiscimi al lunare cimitero
con fresca, cinguettante rugiada
e musica di prati ancora verdi.
Il cammino degli esuli disperdi
sibilando timori per la strada.
Prego le stelle nel tuo sguardo nero.

[Anni fa]

9 Replies to “Tua”

    1. Così tanti anni fa… che non ricordo quanti. Il tempo trascorso non è realmente importante, se non nella misura in cui fotografa il mio cambiamento, non tanto nella forma, ma nella visione. Ho ritrovato questa poesia in un vecchio file – inaspettatamente – dopo “ere” dalla sua nascita. Uno scorcio di passato, che m’appartiene e sta già cambiando.

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