«Non so chi creò le foglie, se becchino
nell’universo – o giullare pazzo.
Di certo ebbe la stoffa di Arlecchino
da cucire e pertanto non fu razzo
– l’uno e lo zero, facce nel divino
rimescolare e pescare dal mazzo.
Se li si guarda troppo da vicino
i rami doppi hanno lo stesso andazzo.
L’artista mise l’arte da una parte
– e precipitando s’addormentò,
ma a ben pochi sembrò vero il riposo.
Fu più comune voltare le carte
– cause ed effetti, personali o no,
imbrigliati all’albero luminoso.
Gli verrà doloroso
aprire gli occhi – eterno il lamento.
Lanciò monete e se ne andò contento.»

Back to Top