Un disagio inerziale

Che gioia, il viavai quotidiano
è l’erba plasticata del vicino,
l’ipocrisia nelle strette di mano
del bar, un chiacchiericcio babbuino

– non il principe in cerca della rosa
né l’aia dai silenzi invalicabili,
né l’uomo abbandonato dalla sposa
a caccia d’altri sogni inaggirabili.

È la suola forata nella pozza
seguita da un plurale di risata,
il portafogli vuoto che si strozza
quando il creditore esige la rata.

È l’usura di tempi ormai stellati,
la semina di morti ormai calati.

19 pensieri su “Un disagio inerziale

  1. bella! La terza strofa notevole, quel plurale di risata e la suola forata nella pozza sono esteticamente e strutturalmente da applausi! Ciao

      • fino alla fine non sapevo se il mio commento ti fosse arrivato. Ma solo io non vedo i commenti che lascio ?

      • Non vedi i commenti che lasci sul mio blog perché finiscono in coda di moderazione, in attesa d’essere approvati, uno per uno, da me, in modo da evitare che qualcuno mi lasci schifezze.

      • l’avevo capito, ma quando lascio commenti anche a chi li deve moderare, vedo il commento con la stringa in attesa di moderazione. Da te proprio non vedo nulla, una volta inviato sparisce e si rimane col dubbio se il sistema l’abbia preso oppure no.

  2. Questa è davvero bellissima. Non c’è una quartina più bella dell’altra. Tutte insieme a far sì che nasca un insieme perfetto. Un abbraccio e complimenti. Isabella

    • Ogni parte della poesia ha il suo perché, ma resto affezionata alla seconda per via del riferimento a Il piccolo principe e a Il gelsomino notturno, che amo. Irene

      • Mio nipote alle elementari interpretò ad una recita il piccolo principe. Un ricordo molto tenero. Un abbraccio. Isabella

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