Un uomo

Parla. Lo fa da solo, quatto quatto
fra i clacson e le albe del triste foro.
Passeggia nel vicolo muto coatto
in cerca d’un ramoscello d’alloro
nella nettezza urbana, o d’un fatto
che dica altre rime, lontan dal coro
che mise la metrica sotto sfratto
senza badare al pubblico decoro.
Nel parco comunale la sua panca
si colora di siepi arse e di vento
e l’ebbro canto per la nebbia brada
sveglia gli usignoli e la luna bianca
e segue le stelle nel firmamento
ma si veste di cartone per strada.

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