Vocaboli e vocabolari

Non è la foglia di vecchi soldati
il ramo storpio del canto.
Neanche rumore assonnato
che si degrada nel vento.
Uteri in pietra, addomi di carta,
ossi e diamanti, germogli e letami,
litri di cancro spillati dal sangue – parlano
lingue già morte.
Mento, se dico: la luna non gira
intorno a me. Mani di ferro trascrivono
sillabe, vette di cielo assassinate
dai tempi.
Sbaglio se danzo
sugli alluci? Non dovrei pronunciare
verbi in natura nell’aria di piombo
dove mangiamo, siccome qualcuno
ha scordato vocaboli (vocabolari)
in zona rossa.
Nell’ubriachezza nuoto, nell’asprezza
di vino stagionato. Centellino
l’attesa umanamente.

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